La mensola, il comodino, qualsiasi ripiano tendenzialmente orizzontale che ogni lettore possiede affianco al letto o in qualsiasi posto imprecisato della casa e che adibisce all' impilazione dei libri da leggere. E' affascinante come vi sia un piacere perverso nel vederli li, con le copertine in bella mostra, ad aspettare il loro turno. In realtà vorrei poter dire di essere una lettrice che inizia un libro, lo porta a termine e poi ne intraprende un altro ma sarebbe una menzogna colossale. Mi immergo in più storie contemporaneamente e a seconda del mio umore decido ogni giorno quale voglio continuare.
Quindi questo "format" (capisco e condivido il nervoso di vedere una parola inserita tra le virgolette, chiedo venia), vorrebbe descrivere di mese in mese la situazione e l'evoluzione della piccola mensola rossa che sovrasta il mio letto dove trovano collocazione i libri che ho appena terminato e dai quali non riesco ancora a staccarmi, quelli che sto leggendo in quel preciso momento e qualche libro che ho intenzione di iniziare successivamente. Badate, la mia lista di letture e quindi di quei titoli che voglio leggere, è potenzialmente talmente lunga da coprire una libreria intera quindi ogni volta cerco di selezionare uno o due libri a cui dare la precedenza. Nulla di pretenzioso come sempre, semplicemente qualche riflessione buttata ovviamente a caso che aiuta anche me a fare il punto della situazione (anche se nulla batte in questo la libreria di Anobii).
Libri Terminati:
- Il Giardino dei Finzi-Contini, di Giorgio Bassani: Non so per quale motivo ho atteso così tanto a leggerlo. Sarà che la tematica ebraica legata agli anni dei totalitarismi europei è un argomento che ho affrontato in numerosissime letture, è stato oggetto della mia tesina di maturità, e mi ha affascinato e toccato per molti anni; tanto da risultare quasi ormai sviscerato per intero. So che è ovviamente assurdo anche solo pensarlo ma questa è la spiegazione più logica che riesco ad auto-fornirmi per aver tergiversato così a lungo prima di iniziare questo titolo. Ecco, non cadete del mio stesso errore. Se non lo avete ancora letto, fatelo il prima possibile. Bassani ci immerge nel mondo dell' Italia dell' ascesa del fascismo, delle legi razziali, dell'ombra della guerra ma lo fa in maniera sublime e soprattutto non convenzionale. Si parla infatti della famiglia Finzi-Contini, appartenente alla aristocrazia ferrarese, alla quale il nostro protagonista si avvicina durante la sua vita. Dapprima ammira la famiglia da lontano, per poi entrare a stretto contatto con loro senza però farne mai davvero parte perchè Alberto, ma soprattuto, Micol, rappresentano un ideale pressocchè irraggiungibile di perfezione. Le atmosfere sono suggestive e vive, la prosa estremamente elaborata ma mai artefatta, i personaggi principali sono tutti complessi e approfonditi e a condire il tutto per renderlo un capolavoro, vi sono le riflessioni filosofiche e letterarie che accompagnano le discussioni fra i vari protagonisti. Capisco benissimo che essendo la prima edizione di questo romando del 1962, la reazione media potrebbe essere quella di pensare che io sia di qualche anno in ritardo ma beh, meglio tardi che mai.
- Caos Calmo, di Sandro Veronesi: Veronesi affronta il tema del lutto e la sua elaborazione in maniera delicatissima. Il protagonista del romanzo è Piero Paladini, giovane uomo di successo che perde improvvisamente la compagna che avrebbe dovuto sposare a breve, rimanendo solo con la figlia. Decide quindi di trascorrere le sue giornate, d'ora in avanti, di fronte alla scuola della figlia per farle sapere di non essere sola, per aiutarla. In realtà Pietro sta aiutando sè stesso, e il piccolo magico microcosmo della scuola, del quale diventa un punto fisso, lo aiuta a comprendere e a riflettere sulla sua vita, sulle sue scelte, su sua figlia. Pietro diventa oggetto di pettegolezzi e tutte le persone che fanno più o meno parte della sua vita, lo andranno a visitare, dapprima per timore che egli sia impazzito, e successivamente per potersi confidare con un uomo che agli occhi di tutti, è riuscito a rompere le regole sociali, ad essere libero. La scrittura di Veronesi è molto scorrevole, a tratti macchinosa ma sempre diretta e colloquiale; vi sono continui flashback che ci aiutano a comprendere meglio i personaggi e le loro storie. Ho apprezzato particolarmente la figura di Claudia, sua figlia, descritta solo attraverso gli occhi di Piero, che diventa, da piccola creatura indifesa da mantenere in una bolla, un appiglio senza il quale il padre cadrebbe nel caos. Il caos è appunto calmo, il caos della quotidianità, della vita che scorre quieta anche dopo un trauma, del piccolo microcosmo che gravita attorno alla scuola e che permette a tutti i personaggi di comprendere a pieno le loro vite e i loro problemi. Veronesi ha vinto con questi titolo il Premio Strega nel 2006 e devo dire che ne consiglio a tutti la lettura, è un romanzo molto delicato e quasi magico.
Libri in Lettura:
- La Montagna Incantata, di Thomas Mann: Questo titolo è considerato tra i capolavori dell'autore ed indubbiamente lo è. Ci fornisce una panoramica ed uno spaccato della società europea degli inizi del '900, attraverso la descrizione dei personaggi e della vita di un sanatorio. Il sanatorio rappresenta un piccolo microcosmo, popolato da uomini e donne indubbiamente bizzarri, malati realmente o col dubbio che le uniche malattie che li possano affliggere siano quelle della psiche. Troviamo i temi cari a Mann e al decadentismo, come la descrizione della routine; la bellezza della malattia, vista come una condizione che eleva l'uomo, rendendolo più vicino alla morte e quindi alla vita; il dibattito letterario e filosofico, il tema della malattia e della guarigione, dell'amore platonico ed introspettivo. Sto leggendo questo testo da parecchio tempo, devo ammetterlo. E' un libro di dimensioni decisamente imponenti e dalla prosa non esattamente scorrevolissima (ma per carità, è talmente affascinante che non andrebbe cambiata di mezza virgola). E' un' opera estremamente profonda e riflessiva, ogni volta che la prendo in mano riesco a leggerne una decina di pagine perchè poi sento la necessità di fermarmi a riflettere su ciò che ho appena letto. Vengono continuamente aperti dibattiti letterari, religiosi, filosofici che richiedono tempo per essere assimilati e compresi e quindi non credo che questa sia una lettura che possa essere svolta tutto d' un fiato, ha bisogno di sedimentare nella tua anima e avere il tempo di cambiarla.
- West Exit, di Mohsin Hamid: Titolo ormai sulla bocca di tutti, sia per l'attualità del tema sia per la provenienza dello scrittore (Pakistan). L'argomento che permea il romanzo è quello dei migranti, profughi costretti ad abbandonare le proprie vite e le proprie case per ragioni del tutto estranee alla loro volontà. La coppia di protagonisti proviene da un paese non ben specificato ma nel quale possiamo riconoscere una molteplicità di realtà presenti nel mondo. Un luogo dove la guerra sta piano piano ed inesorabilmente mutando la vita di coloro che vi vivono, i quali per sopravvivere sono costretti a fuggire. L'elemento innovativo che inserisce Hamid è proprio la modalità della fuga. Infatti in questo mondo contemporaneo si aprono delle porte, dei varchi che permettono agli individui di attraversare lo spazio, recandosi in altri luoghi. Le porte si aprono senza una specifica ragione, non ci viene spiegato il loro funzionamento, e nemmeno i protagonisti sanno dove li porteranno nel momento in cui le imboccano, il che significa che potrebbero condurli in una realtà addirittura peggiore da quella da cui provengono. Le porte sono estremamente emblematiche, esse sono aperte, e quando vengono scoperte vengono immediatamente sorvegliate dalle autorità per evitare questa migrazione inarrestabile. Sono un simbolo di come nessuna porta possa rimanere chiusa per sempre. Attualmente sono circa a metà romanzo (che è particolarmente breve) e la scrittura di Hamid mi sta conquistando, è breve, concisa, ma mai scarna. Con poche parole e poche espressioni, l'autore riesce a descrivere lo stato d'animo dei protagonisti, riuscendo a farti entrare in profonda empatia con loro e con il loro dolore. Non è stucchevole, anzi, è estremamente cruda e asciutta come prosa.
Libri in "coda": per quanto io abbia in coda da leggere almeno una trentina di libri, cercherò di selezionare due o tre titoli da mettere, per così dire, in cima alla lista.
- Cecità di Josè Saramago: Saramago è stato insignito del Nobel per la Letteratura e Cecità sembra essere il suo più grande capolavoro. Tema centrale è quello della crudeltà dell'uomo, della sua cecità perso l'altro, della sua incapacità di provare empatia.
- Nel Guscio, di Ian McEwan: Solo Mc Ewan poteva decidere di raccontare una rivisitazione dell'Amleto prendendo il punto di vista di un feto all'interno del pancione della mamma. Mi aspetto grandi, grandissime cose.
- Max di Sarah Cohen Scali: Anche questo libro fa parte dei miei ultimi acquisti e si prospetta essere un delirio geniale con al centro della narrazione Max, un feto nazista che vive la sua venuta al mondo come una battaglia epica.
- Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli: uno dei più importanti fisici italiani, specializzato nello studio della gravità quantistica, decide di scrivere un libro sui sette principali e più scottanti argomenti della fisica moderna, indirizzato al grande pubblico? Beh, è la buona volta che magari riesco a capire qualcosa della teoria della gravità.
Ho tantissimi altri libri da leggere ma credo che darò priorità a questi, perchè bisogna sempre dare ordine alla propria vita attraverso delle liste (manie ossessive e compulsive ne abbiamo?).
Si accetta qualsiasi tipo di consiglio o di dibattito sui libri citati, purchè tendenzialmente educato.
Con amore, CRI
Una balbettante bambocciona banda di babbuini
La vita è troppo breve per leggere brutti libri (e bere vini mediocri).
mercoledì 12 luglio 2017
martedì 27 giugno 2017
Book Haul estivo
Comprare libri è sempre emozionante, una specie di feticismo. Non leggo solamente libri cartacei, sono una convinta sostenitrice della rivoluzione della lettura apportata dagli e-reader e di conseguenza dagli e-book ma al contempo non mi vergogno di ammettere che solitamente reperisco i formati digitali per vie traverse (vari blog di scambio di e-book). Quindi l'investimento monetario lo riservo prevalentemente per la carta stampata che continua ad avere indubbiamente un fascino aggiuntivo.
Questa carrellata di acquisti nasce dalla meravigliosa caterva di sconti del 40% che Feltrinelli (sempre sia lodata), ha deciso di applicare su una serie considerevole di titoli. I nuovi acquisti, che erano sulla mia wishlist (perchè utilizzare termini anglosassoni dà al tutto un' aria più professionale), e si metteranno in coda ( o molto probabilmente in cima) alla lista sconfinata di titoli che ho intenzione di leggere. Bando ad ulteriori inutili farneticazioni, iniziamo la lista:
- West Exit, di Mohsin Hamid: Hamid è un visionario scrittore pakistano, che narra del tema quanto mai attuale dei profughi. Nel mondo di Hamid si mescola la cruda e devastante realtà con un elemento di magia, delle porte che si aprono nel mondo creando dei varchi attraverso i quali gli esseri umani possono transitare. Si prospetta un capolavoro di attualità.
- La Vegetariana, di Han Kang: libro che è stato vincitore nel 2016 del Main Booker International Prize, forse il premio più prestigioso attualmente attribuibile ad uno scrittore dopo il Nobel per la Letteratura. Il titolo credo sia una provocazione assolutamente voluta e narra della assurda conversione della protagonista al vegetarianesimo. Non vedo l'ora di iniziarlo.
- Max, di Sarah Cohen Scali: Questo libro si preannuncia un delirio assolutamente visionario. Max è un feto, ed è nazista. Devo aggiungere altro? Non credo.
- Norwegian Wood, di Murakami: Non ho mai letto nulla di questo pluripremiato scrittore giapponese, forse perchè dopo Banana Yoshimoto ho (erroneamente) pensato che lo stile di scrittura tipico degli autori giapponesi non entrasse a pieno nelle mie corde, ma questo autore mi incuriosisce molto (o meglio, la sua fama). Perciò ho scelto un titolo assolutamente a caso all'interno della sua quanto mai produttiva carriera per iniziare ad addentrarmi nella magia del Giappone.
- Le Rane, di Mo Yan: Mo Yan è stato insignito nel 2012 del Nobel per la Letteratura, questo titolo affronta diversi temi legati alla cultura e alla tradizione cinese tra cui quello assolutamente scottante del controllo delle nascite.
- Underworld, di De Lillo: De Lillo è forse il caposaldo della letteratura americana post moderna, ed Underworld viene definito come il capolavoro della sua carriera, in cui affronta i temi del consumismo, del complotto, dell'ossessione mediatica e in generale ci regala una panoramica della anacronistica società americana.
Ecco, è tutto. Non mi soffermo sul piacere assolutamente malato dello stilare liste che solo gli stilatori di liste compulsivi potrebbero comprendere, ma mi entusiasmano particolarmente i miei nuovi acquisti. Ovviamente questo post non è di nessuna utilità pratica, se non quella, per l'appunto, di stilare una lista.
Spoiler: Ho iniziato West Exit, e dico solo che per ora sembra assolutamente meraviglioso e visionario.
Con amore, Cri
Questa carrellata di acquisti nasce dalla meravigliosa caterva di sconti del 40% che Feltrinelli (sempre sia lodata), ha deciso di applicare su una serie considerevole di titoli. I nuovi acquisti, che erano sulla mia wishlist (perchè utilizzare termini anglosassoni dà al tutto un' aria più professionale), e si metteranno in coda ( o molto probabilmente in cima) alla lista sconfinata di titoli che ho intenzione di leggere. Bando ad ulteriori inutili farneticazioni, iniziamo la lista:
- West Exit, di Mohsin Hamid: Hamid è un visionario scrittore pakistano, che narra del tema quanto mai attuale dei profughi. Nel mondo di Hamid si mescola la cruda e devastante realtà con un elemento di magia, delle porte che si aprono nel mondo creando dei varchi attraverso i quali gli esseri umani possono transitare. Si prospetta un capolavoro di attualità.
- La Vegetariana, di Han Kang: libro che è stato vincitore nel 2016 del Main Booker International Prize, forse il premio più prestigioso attualmente attribuibile ad uno scrittore dopo il Nobel per la Letteratura. Il titolo credo sia una provocazione assolutamente voluta e narra della assurda conversione della protagonista al vegetarianesimo. Non vedo l'ora di iniziarlo.
- Max, di Sarah Cohen Scali: Questo libro si preannuncia un delirio assolutamente visionario. Max è un feto, ed è nazista. Devo aggiungere altro? Non credo.
- Norwegian Wood, di Murakami: Non ho mai letto nulla di questo pluripremiato scrittore giapponese, forse perchè dopo Banana Yoshimoto ho (erroneamente) pensato che lo stile di scrittura tipico degli autori giapponesi non entrasse a pieno nelle mie corde, ma questo autore mi incuriosisce molto (o meglio, la sua fama). Perciò ho scelto un titolo assolutamente a caso all'interno della sua quanto mai produttiva carriera per iniziare ad addentrarmi nella magia del Giappone.
- Le Rane, di Mo Yan: Mo Yan è stato insignito nel 2012 del Nobel per la Letteratura, questo titolo affronta diversi temi legati alla cultura e alla tradizione cinese tra cui quello assolutamente scottante del controllo delle nascite.
- Underworld, di De Lillo: De Lillo è forse il caposaldo della letteratura americana post moderna, ed Underworld viene definito come il capolavoro della sua carriera, in cui affronta i temi del consumismo, del complotto, dell'ossessione mediatica e in generale ci regala una panoramica della anacronistica società americana.
Ecco, è tutto. Non mi soffermo sul piacere assolutamente malato dello stilare liste che solo gli stilatori di liste compulsivi potrebbero comprendere, ma mi entusiasmano particolarmente i miei nuovi acquisti. Ovviamente questo post non è di nessuna utilità pratica, se non quella, per l'appunto, di stilare una lista.
Spoiler: Ho iniziato West Exit, e dico solo che per ora sembra assolutamente meraviglioso e visionario.
Con amore, Cri
mercoledì 31 maggio 2017
Harry Potter and The Cursed Child: Lettera a cuore aperto a J.K. Rowling
Cara J.K. Rowling, anzi, posso chiamarti Joanne? Meglio Jo dai, più confidenziale, tanto dopo che avrai sentito quello che ho da dirti questo sarà il meno. Ti ruberò poco tempo Jo, giusto quello di farti qualche domanda. Dimmi cara, non ti bastava essere milionaria? Non ti bastava aver creato dei personaggi che hanno fatto innamorare più di una generazione? Non ti bastava avere schiere di persone che inneggiavano il tuo nome? Non ti bastava?! Che so io, hai finito i big money? No perchè quello che mi sembra è che tu ti sia messa a fare le marchette, le più becere marchette. E il tutto andrebbe anche bene se non avessi rovinato la mia infanzia. Perchè Harry Potter rappresenta la mia infanzia, la mia adolescenza, il mio primo amore letterario, il primo universo magico in cui sono stata catapultata e nel quale riuscivo a rifugiarmi comodamente seduta sulla poltrona della casa che affittavamo in montagna, con la neve che si accumulava fuori dalla finestra.
Va bene, tralascio per un attimo il melodramma dell'infanzia e vengo al sodo. Questo libro è una porcata. Una porcata bella e buona, un fiume di schifo, con dei personaggi che sono la brutta copia degli originali, profondi come lo sguardo di Barbara d' Urso; una trama dove sono raffazzonati a caso eventi assolutamente insensati, credibili come la laurea di Gattuso, assolutamente non spiegati nelle loro dinamiche, ma che semplicemente vengono buttati lì, assolutamente a caso. Uno schifo.
Facciamo un respiro molto profondo tutti assieme. Magari questa enorme, colossale cagata potrebbe anche avere un minimo di senso di esistere come spettacolo teatrale (per chi non lo sapesse, anche se non saperlo significa che probabilmente vivete su Giove, questo libro è la trasposizione della sceneggiatura di uno spettacolo teatrale). Perchè a teatro tutto è differente, abbiamo le performance degli attori, gli effetti visivi, le musiche, i costumi, la regia e via dicendo. Il che non significa che tutto questo possa sopperire ad una sceneggiatura che fa pena ma non metto in dubbio che come spettacolo visivo potrebbe essere di intrattenimento. Ma non tutto quello che funziona a teatro o in generale come prodotto visivo, funziona necessariamente anche come prodotto letterario. E mia cara Jo, tu dovresti saperlo visto che non hai iniziato a scrivere ieri.
Non saprei nemmeno da dove iniziare nel descrivere questo scempio ma proverò ad andare con ordine e senza incazzarmi. Partiamo dai personaggi: Jo, ma come diavolo ti è venuto in mente ti creare due soggetti così piatti e caricaturali come Albus e Scorpius? Non voglio fare spoiler se mai voleste togliervi il dubbio di leggerlo, quindi non scenderò nei dettagli della trama. Il problema però non sono semplicemente i figli dei nostri beneamini che sono imbarazzanti nella loro scialbezza, ma anche le comparse dei vecchi cari personaggi storici a cui vengono messe in bocca delle battute a dir poco agghiaccianti che li snaturano completamente ( vogliamo parlare di Piton??).
Oltre ad essere totalmente senza personalità propria, Albus e Scorpius sono anche assolutamente inetti, gli eventi gli scivolano addosso e riescono sempre ad uscirne grazie all'aiuto provvidenziale di un soggetto terzo che corre in loro soccorso, senza il quale probabilmente sarebbero morti a pagina 5.
Personaggi a parte, un altro enorme, mastodontico difetto è la trama. Buchi di trama come se facessero una svendita al Pam, eventi che si susseguono con una velocità tale da non lasciarti nemmeno il tempo di capire cosa stia succedendo, paradossi temporali, tentativi a dir poco goffi di creare dei colpi di scena dal nulla. Può bastare? Eh no, ci mancava solo la figlia di Voldemort. Ma dico io Jo, ma fai sul serio? La figlia di Voldemort?!
Non voglio aggiungere altro ma io davvero non riesco a trovare nemmeno un pregio, manco di quelli piccoli, manco del becero fan service per dare un senso di esistere a questo libro. Ecco, facciamo così Jo, tra me e te, io farò finta che tu non abbia mai partorito questa roba, va bene? Perchè sei una scrittrice talentuosa e dalla fantasia pressocchè sconfinata e questa schifezza non avrebbe mai dovuto vedere la luce del sole, e tu lo sai bene.
Con affetto, Cristina.
Va bene, tralascio per un attimo il melodramma dell'infanzia e vengo al sodo. Questo libro è una porcata. Una porcata bella e buona, un fiume di schifo, con dei personaggi che sono la brutta copia degli originali, profondi come lo sguardo di Barbara d' Urso; una trama dove sono raffazzonati a caso eventi assolutamente insensati, credibili come la laurea di Gattuso, assolutamente non spiegati nelle loro dinamiche, ma che semplicemente vengono buttati lì, assolutamente a caso. Uno schifo.
Facciamo un respiro molto profondo tutti assieme. Magari questa enorme, colossale cagata potrebbe anche avere un minimo di senso di esistere come spettacolo teatrale (per chi non lo sapesse, anche se non saperlo significa che probabilmente vivete su Giove, questo libro è la trasposizione della sceneggiatura di uno spettacolo teatrale). Perchè a teatro tutto è differente, abbiamo le performance degli attori, gli effetti visivi, le musiche, i costumi, la regia e via dicendo. Il che non significa che tutto questo possa sopperire ad una sceneggiatura che fa pena ma non metto in dubbio che come spettacolo visivo potrebbe essere di intrattenimento. Ma non tutto quello che funziona a teatro o in generale come prodotto visivo, funziona necessariamente anche come prodotto letterario. E mia cara Jo, tu dovresti saperlo visto che non hai iniziato a scrivere ieri.
Non saprei nemmeno da dove iniziare nel descrivere questo scempio ma proverò ad andare con ordine e senza incazzarmi. Partiamo dai personaggi: Jo, ma come diavolo ti è venuto in mente ti creare due soggetti così piatti e caricaturali come Albus e Scorpius? Non voglio fare spoiler se mai voleste togliervi il dubbio di leggerlo, quindi non scenderò nei dettagli della trama. Il problema però non sono semplicemente i figli dei nostri beneamini che sono imbarazzanti nella loro scialbezza, ma anche le comparse dei vecchi cari personaggi storici a cui vengono messe in bocca delle battute a dir poco agghiaccianti che li snaturano completamente ( vogliamo parlare di Piton??).
Oltre ad essere totalmente senza personalità propria, Albus e Scorpius sono anche assolutamente inetti, gli eventi gli scivolano addosso e riescono sempre ad uscirne grazie all'aiuto provvidenziale di un soggetto terzo che corre in loro soccorso, senza il quale probabilmente sarebbero morti a pagina 5.
Personaggi a parte, un altro enorme, mastodontico difetto è la trama. Buchi di trama come se facessero una svendita al Pam, eventi che si susseguono con una velocità tale da non lasciarti nemmeno il tempo di capire cosa stia succedendo, paradossi temporali, tentativi a dir poco goffi di creare dei colpi di scena dal nulla. Può bastare? Eh no, ci mancava solo la figlia di Voldemort. Ma dico io Jo, ma fai sul serio? La figlia di Voldemort?!
Non voglio aggiungere altro ma io davvero non riesco a trovare nemmeno un pregio, manco di quelli piccoli, manco del becero fan service per dare un senso di esistere a questo libro. Ecco, facciamo così Jo, tra me e te, io farò finta che tu non abbia mai partorito questa roba, va bene? Perchè sei una scrittrice talentuosa e dalla fantasia pressocchè sconfinata e questa schifezza non avrebbe mai dovuto vedere la luce del sole, e tu lo sai bene.
Con affetto, Cristina.
martedì 30 maggio 2017
Premessa.
La premessa doverosa, o comunque sempre ben accetta (anche se è solitamente sono poche paginette che non si fila nessuno manco per scherzo), è che questo blog nasce senza nessuna pretesa di sorta. Ovvero adoro leggere, lo adoro da quando sono bambina e uno dei timori della mia esistenza è di non avere a disposizione abbastanza tempo per riuscire a leggere tutto quello che vorrei, tutto quello che è stato scritto e tutto quello che verrà scritto (con le debite distinzioni ovviamente, Dio ci scampi dal fatto che Moccia possa sfornare altrettanti scempi quanti sia già riuscito a partorirne fin ora).
Quindi la premessa è estremamente semplice e banale. Tutte le farneticazioni che potrei scrivere in questa sede e decidere di condividere con quella massa informe e indistinta chiamata internet, sono ovviamente frutto di gusti e opinioni estremamente personali e non professionali. Lo dico perchè non sono nemmeno lontana dall'osare definirmi una critica letteraria. Amo leggere, leggo molto, i miei gusti e le mie preferenze sono mutate nel corso degli anni come anche la mia capacità critica e di analisi letteraria ma, conviene ribadirlo, sono sempre opinioni personali anche se tenterò sempre di argomentare al meglio delle mie capacità linguistiche. Quindi questo è semplicemente per pararmi il culo se dicessi qualche cazzata di sorta o se semplicemente le nostre opinioni risultassero divergenti.
Ah, se non si fosse notato (ma credo si sia notato), sono incline a divagare e fare digressioni assolutamente non richieste e non strettamente necessarie ma tant'è, siete nel mio piccolo angolo di etere tecnologico, perciò temo che dovrete abituarvi.
Quindi spero che siate ancora svegli dopo questo sproloquio, e che siate ben consapevoli che questo discorso non aveva un capo quindi tantomeno una coda.
Ah, comunque mi chiamo Cristina, piacere.
E si, come era facilmente intuibile, questo blog vorrebbe essere improntato al meraviglioso molto della lettura.
Quindi la premessa è estremamente semplice e banale. Tutte le farneticazioni che potrei scrivere in questa sede e decidere di condividere con quella massa informe e indistinta chiamata internet, sono ovviamente frutto di gusti e opinioni estremamente personali e non professionali. Lo dico perchè non sono nemmeno lontana dall'osare definirmi una critica letteraria. Amo leggere, leggo molto, i miei gusti e le mie preferenze sono mutate nel corso degli anni come anche la mia capacità critica e di analisi letteraria ma, conviene ribadirlo, sono sempre opinioni personali anche se tenterò sempre di argomentare al meglio delle mie capacità linguistiche. Quindi questo è semplicemente per pararmi il culo se dicessi qualche cazzata di sorta o se semplicemente le nostre opinioni risultassero divergenti.
Ah, se non si fosse notato (ma credo si sia notato), sono incline a divagare e fare digressioni assolutamente non richieste e non strettamente necessarie ma tant'è, siete nel mio piccolo angolo di etere tecnologico, perciò temo che dovrete abituarvi.
Quindi spero che siate ancora svegli dopo questo sproloquio, e che siate ben consapevoli che questo discorso non aveva un capo quindi tantomeno una coda.
Ah, comunque mi chiamo Cristina, piacere.
E si, come era facilmente intuibile, questo blog vorrebbe essere improntato al meraviglioso molto della lettura.
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