mercoledì 12 luglio 2017

La mensola #1

La mensola, il comodino, qualsiasi ripiano tendenzialmente orizzontale che ogni lettore possiede affianco al letto o in qualsiasi posto imprecisato della casa e che adibisce all' impilazione dei libri da leggere. E' affascinante come vi sia un piacere perverso nel vederli li, con le copertine in bella mostra, ad aspettare il loro turno. In realtà vorrei poter dire di essere una lettrice che inizia un libro, lo porta a termine e poi ne intraprende un altro ma sarebbe una menzogna colossale. Mi immergo in più storie contemporaneamente e a seconda del mio umore decido ogni giorno quale voglio continuare.

Quindi questo "format" (capisco e condivido il nervoso di vedere una parola inserita tra le virgolette, chiedo venia), vorrebbe descrivere di mese in mese la situazione e l'evoluzione della piccola mensola rossa che sovrasta il mio letto dove trovano collocazione i libri che ho appena terminato e dai quali non riesco ancora a staccarmi, quelli che sto leggendo in quel preciso momento e qualche libro che ho intenzione di iniziare successivamente. Badate, la mia lista di letture e quindi di quei titoli che voglio leggere, è potenzialmente talmente lunga da coprire una libreria intera quindi ogni volta cerco di selezionare uno o due libri a cui dare la precedenza. Nulla di pretenzioso come sempre, semplicemente qualche riflessione buttata ovviamente a caso che aiuta anche me a fare il punto della situazione (anche se nulla batte in questo la libreria di Anobii).

Libri Terminati:

- Il Giardino dei Finzi-Contini, di Giorgio Bassani: Non so per quale motivo ho atteso così tanto a leggerlo. Sarà che la tematica ebraica legata agli anni dei totalitarismi europei è un argomento che ho affrontato in numerosissime letture, è stato oggetto della mia tesina di maturità, e mi ha affascinato e toccato per molti anni; tanto da risultare quasi ormai sviscerato per intero. So che è ovviamente assurdo anche solo pensarlo ma questa è la spiegazione più logica che riesco ad auto-fornirmi per aver tergiversato così a lungo prima di iniziare questo titolo. Ecco, non cadete del mio stesso errore. Se non lo avete ancora letto, fatelo il prima possibile. Bassani ci immerge nel mondo dell' Italia dell' ascesa del fascismo, delle legi razziali, dell'ombra della guerra ma lo fa in maniera sublime e soprattutto non convenzionale. Si parla infatti della famiglia Finzi-Contini, appartenente alla aristocrazia ferrarese, alla quale il nostro protagonista si avvicina durante la sua vita. Dapprima ammira la famiglia da lontano, per poi entrare a stretto contatto con loro senza però farne mai davvero parte perchè Alberto, ma soprattuto, Micol, rappresentano un ideale pressocchè irraggiungibile di perfezione. Le atmosfere sono suggestive e vive, la prosa estremamente elaborata ma mai artefatta, i personaggi principali sono tutti complessi e approfonditi e a condire il tutto per renderlo un capolavoro, vi sono le riflessioni filosofiche e letterarie che accompagnano le discussioni fra i vari protagonisti. Capisco benissimo che essendo la prima edizione di questo romando del 1962, la reazione media potrebbe essere quella di pensare che io sia di qualche anno in ritardo ma beh, meglio tardi che mai.

- Caos Calmo, di Sandro Veronesi: Veronesi affronta il tema del lutto e la sua elaborazione in maniera delicatissima. Il protagonista del romanzo è Piero Paladini, giovane uomo di successo che perde improvvisamente la compagna che avrebbe dovuto sposare a breve, rimanendo solo con la figlia. Decide quindi di trascorrere le sue giornate, d'ora in avanti, di fronte alla scuola della figlia per farle sapere di non essere sola, per aiutarla. In realtà Pietro sta aiutando sè stesso, e il piccolo magico microcosmo della scuola, del quale diventa un punto fisso, lo aiuta a comprendere e a riflettere sulla sua vita, sulle sue scelte, su sua figlia. Pietro diventa oggetto di pettegolezzi e tutte le persone che fanno più o meno parte della sua vita, lo andranno a visitare, dapprima per timore che egli sia impazzito, e successivamente per potersi confidare con un uomo che agli occhi di tutti, è riuscito a rompere le regole sociali, ad essere libero. La scrittura di Veronesi è molto scorrevole, a tratti macchinosa ma sempre diretta e colloquiale; vi sono continui flashback che ci aiutano a comprendere meglio i personaggi e le loro storie. Ho apprezzato particolarmente la figura di Claudia, sua figlia, descritta solo attraverso gli occhi di Piero, che diventa, da piccola creatura indifesa da mantenere in una bolla, un appiglio senza il quale il padre cadrebbe nel caos. Il caos è appunto calmo, il caos della quotidianità, della vita che scorre quieta anche dopo un trauma, del piccolo microcosmo che gravita attorno alla scuola e che permette a tutti i personaggi di comprendere a pieno le loro vite e i loro problemi. Veronesi ha vinto con questi titolo il Premio Strega nel 2006 e devo dire che ne consiglio a tutti la lettura, è un romanzo molto delicato e quasi magico.

Libri in Lettura:

- La Montagna Incantata, di Thomas Mann: Questo titolo è considerato tra i capolavori dell'autore ed indubbiamente lo è. Ci fornisce una panoramica ed uno spaccato della società europea degli inizi del '900, attraverso la descrizione dei personaggi e della vita di un sanatorio. Il sanatorio rappresenta un piccolo microcosmo, popolato da uomini e donne indubbiamente bizzarri, malati realmente o col dubbio che le uniche malattie che li possano affliggere siano quelle della psiche. Troviamo i temi cari a Mann e al decadentismo, come la descrizione della routine; la bellezza della malattia, vista come una condizione che eleva l'uomo, rendendolo più vicino alla morte e quindi alla vita; il dibattito letterario e filosofico, il tema della malattia e della guarigione, dell'amore platonico ed introspettivo. Sto leggendo questo testo da parecchio tempo, devo ammetterlo. E' un libro di dimensioni decisamente imponenti e dalla prosa non esattamente scorrevolissima (ma per carità, è talmente affascinante che non andrebbe cambiata di mezza virgola). E' un' opera estremamente profonda e riflessiva, ogni volta che la prendo in mano riesco a leggerne una decina di pagine perchè poi sento la necessità di fermarmi a riflettere su ciò che ho appena letto. Vengono continuamente aperti dibattiti letterari, religiosi, filosofici che richiedono tempo per essere assimilati e compresi e quindi non credo che questa sia una lettura che possa essere svolta tutto d' un fiato, ha bisogno di sedimentare nella tua anima e avere il tempo di cambiarla.

- West Exit, di Mohsin Hamid: Titolo ormai sulla bocca di tutti, sia per l'attualità del tema sia per la provenienza dello scrittore (Pakistan). L'argomento che permea il romanzo è quello dei migranti, profughi costretti ad abbandonare le proprie vite e le proprie case per ragioni del tutto estranee alla loro volontà. La coppia di protagonisti proviene da un paese non ben specificato ma nel quale possiamo riconoscere una molteplicità di realtà presenti nel mondo. Un luogo dove la guerra sta piano piano ed inesorabilmente mutando la vita di coloro che vi vivono, i quali per sopravvivere sono costretti a fuggire. L'elemento innovativo che inserisce Hamid è proprio la modalità della fuga. Infatti in questo mondo contemporaneo si aprono delle porte, dei varchi che permettono agli individui di attraversare lo spazio, recandosi in altri luoghi. Le porte si aprono senza una specifica ragione, non ci viene spiegato il loro funzionamento, e nemmeno i protagonisti sanno dove li porteranno nel momento in cui le imboccano, il che significa che potrebbero condurli in una realtà addirittura peggiore da quella da cui provengono. Le porte sono estremamente emblematiche, esse sono aperte, e quando vengono scoperte vengono immediatamente sorvegliate dalle autorità per evitare questa migrazione inarrestabile. Sono un simbolo di come nessuna porta possa rimanere chiusa per sempre. Attualmente sono circa a metà romanzo (che è particolarmente breve) e la scrittura di Hamid mi sta conquistando, è breve, concisa, ma mai scarna. Con poche parole e poche espressioni, l'autore riesce a descrivere lo stato d'animo dei protagonisti, riuscendo a farti entrare in profonda empatia con loro e con il loro dolore. Non è stucchevole, anzi, è estremamente cruda e asciutta come prosa.

Libri in "coda": per quanto io abbia in coda da leggere almeno una trentina di libri, cercherò di selezionare due o tre titoli da mettere, per così dire, in cima alla lista.

- Cecità di Josè Saramago: Saramago è stato insignito del Nobel per la Letteratura e Cecità sembra essere il suo più grande capolavoro. Tema centrale è quello della crudeltà dell'uomo, della sua cecità perso l'altro, della sua incapacità di provare empatia.

- Nel Guscio, di Ian McEwan: Solo Mc Ewan poteva decidere di raccontare una rivisitazione dell'Amleto prendendo il punto di vista di un feto all'interno del pancione della mamma. Mi aspetto grandi, grandissime cose.

- Max di Sarah Cohen Scali: Anche questo libro fa parte dei miei ultimi acquisti e si prospetta essere un delirio geniale con al centro della narrazione Max, un feto nazista che vive la sua venuta al mondo come una battaglia epica.

- Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli: uno dei più importanti fisici italiani, specializzato nello studio della gravità quantistica, decide di scrivere un libro sui sette principali e più scottanti argomenti della fisica moderna, indirizzato al grande pubblico? Beh, è la buona volta che magari riesco a capire qualcosa della teoria della gravità.

Ho tantissimi altri libri da leggere ma credo che darò priorità a questi, perchè bisogna sempre dare ordine alla propria vita attraverso delle liste (manie ossessive e compulsive ne abbiamo?).

Si accetta qualsiasi tipo di consiglio o di dibattito sui libri citati, purchè tendenzialmente educato.
Con amore, CRI